Raccolta confessioni di un omicidio – Lionel Rice

Questa storia partecipa al cowt 8, quinta settimana, prompt:  “Solo uno morirà stanotte” (Sirius Black, Harry Potter) FIGHT RUBY!

Raccolta: Confessioni di un omicidio

“Iniziamo ora l’interrogatorio di Lionel Rice. Figlio di Christopher Rice e Myranda Tucker, fratello della defunta Diane moglie di Edward Mackenzie e di Helen moglie di Leonard Mackenzie. La prego d’iniziare dalle sue motivazioni signor Rice”

“Ho sempre seguito ciecamente tua madre, almeno finché non ho perso la testa per la mia bellissima Penelope Parker, interessa se è solo una cameriera o se, come è probabile che sia, mi viene dietro solo per i tuoi soldi. L’unica cosa che sapevo è che non bi bastava avere una relazione con lei, volevamo scappare insieme.

Più passava il tempo più mi agitavo perché avevo paura che qualcuno potesse chiedere la sua mano a suo fratello; ma sapevo bene che anche se fossi riuscito a convincere il suo padrone, Josh Graham, a cedermi Penelope mi sarebbe rimasto un ostacolo insormontabile.

Mia madre. La nobile Myranda Tucker, ossessionata com’era dalle apparenze e dalla preservazione della famiglia, non mi avrebbe mai lasciato sposare la mia amata.

È per questo ho capito che dovevo fare, ciò che ho fatto. Avrei rinunciato a tutto per Penelope, ma sapevo che aveva avuto una vita difficile e desideravo solo regalarle una vita migliore, avrei voluto che dopo il matrimonio tutti gli stenti e le privazioni fossero un ricordo. Ma se davvero l’avessi sposata sarei stato senza dubbio diseredato.

Non sono mai stato un uomo che si tira indietro così ho programmato tutto. Il piano era semplice, mia madre faceva sempre una passeggiata nella nostra serra nelle calde sere estive, credo le piacesse ammirare i fiori al massimo del loro spleendore. Chiuderla dentro e dare fuoco all’edificio era un modo semplice e geniale per liberarmi di lei”

“Molto bene, vuole aggiungere altro”

“Cosa vuole che aggiunga? Non potevo immaginarmi che la mia amata Penelope mi avrebbe visto, lo sguardo inorridito nei suoi occhi mi ha fatto sentire un mostro, non desidero altro che scontare la mia pena arrestatemi pure”

“Portatelo via”

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