Di quando Magnus trovò un gatto rientrando a tarda notte.

Questa storia partecipa al cowt 8, quinta settimana, prompt: Gatti (FIGHT RUBY)

Magnus strinse le braccia intorno ad Alex sospirando felice.
“Buonanotte” le mormorò assonnato prima di scivolare fra le braccia di Morfeo…o quale che fosse il dio nordico dei sogni.
La ragazza però rimase con gli occhi spalancati maledicendosi ancora una volta.
Era iniziato tutto a causa di una scommessa persa e un fraintendimento. Era tutta colpa di Halfborn sostanzialmente. La sera prima era riuscito a tirare fuori il suo lato competitivo, scommettendo che avrebbe fatto fuori più persone di lei nel massacro serale. Chi s’immaginava che poco dopo l’inizio della loro sfida le sarebbe piombato addosso in berseker mentre era intenta a sventrare una tipa del piano 23, spaccandole il collo.
Inutile dire che Halfborn era stato dichiarato vincitore e Alex si era mangiato le mani per non averci pensato lui. Halfborn, magnanimo, aveva deciso di essere clemente e obbligarla a passare la giornata sotto forma di gatto.
E qui era entrato in gioco Magnus.
Il biondo di tutto ciò non sapeva nulla, perché aveva passato tutta la giornata al rifugio per senzatetto ad accogliere i nuovi venuti tornando solo nelle prime ore del mattino.
Le regole per Alex erano semplici, doveva assumere la forma di un gatto senza più mutare per ventiquattro ore, non poteva dare indizi a nessuno su chi era e doveva rimanere all’interno dell’hotel.
Poi erano iniziati i guai: la sua camera non la riconosceva sotto quella forma e non riusciva ad entrare; così si era acciambellata in corridoio davanti alla porta. Lì l’aveva trovata Magnus. Si doveva essere appisolata perché non lo aveva sentito arrivare. A svegliarla fu una carezza delicata dietro la nuca.
Era così piacevole che sentì il suo corpicino scosso dalle fusa.
“Ehi” mormorò una voce conosciuta “E tu che ci fai qui?” Magnus era tornato e le stava facendo i grattini.
Sentiva che avrebbe dovuto scattare e staccargli la faccia con le unghie e invece rimase accovacciata a godersi il trattamento. Alex non era il tipo di persona che ispirava coccole nelle persone, non riusciva a credere a quanto fosse piacevole lasciarsi andare.
Si stava quasi riaddormentando quando il ragazzo la prese in braccio continuando a grattarla sotto le orecchie, ancora una volta non lo uccise presa da quel punto piacevolissimo che le lunghe dita avevano stanato.
“Non posso certo lasciarti dormire qui” gli mormorò lui riprendendo a camminare.
E così adesso era nei guai.
Il ragazzo dormiva quietamente acciambellato intorno a lei, il suo respiro caldo le accarezzava il pelo in modo ipnotico.
Sapeva che avrebbe dovuto fare qualcosa, ma stava così bene al calduccio fra le braccia di Magnus che non riuscì a trovare la forza di alzarsi. Infine si riaddormentò strofinando il naso contro la stoffa morbida del pigiama di Magnus.
A svegliarla fu un click.
“Fatta?” bisbigliò qualcuno.
“Si!” rispose quello che sembrava Halfborn.
Alex spalancò gli occhi, rendendosi conto che doveva essere tornata umana mentre dormiva.
Halfborn, Mallory e Tj la guardarono inorriditi, erano in piedi vicino al letto con una macchina polaroid dall’aria sospetta.
Magnus si svegliò di soprassalto al suono dello scontro per trovare i cadaveri di tre dei suoi quattro compagni del piano 19 intenti a dissolversi.
“Buongiorno!” gli disse Alex uscendo da camera.
Alex si guardò intorno confuso. Ma che diavolo era successo? E dov’era il gatto?
Poi notò un quadratino di carta bianca sul pavimento. Lo prese in mano e con sua somma sorpresa una foto iniziò ad apparire.
Per poco il Valalla lo dovette resuscitare in seguito ad un attacco di cuore.
Nella foto lui e Alex dormivano abbracciati con un sorriso felice in volto.
“Ma cosa è successo?” urlò alla stanza vuota.

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