I brutti giorni capitano a tutti

Questa storia partecipa al cowt 8, quinta settimana, prompt: Werewolves!AU (FIGHT RUBY)

Shiro si sentiva strano dalla mattina. Gli sembrava di sentirsi stretto nella sua pelle, le ossa gli dolevano e i muscoli gli formicolavano.

Si sarebbe preso volentieri un giorno al lavoro ma doveva concludere un importante contratto che non poteva aspettare così si era fatto forza.

Dopo aver infilato un completo gessato e raccolto il necessario nella ventiquattrore, aveva preso la metro vicino alla stazione. Ci volevano diciassette minuti esatti per la sua fermata, e Shiro li contò ad uno ad uno. La folla pigiata attorno a lui lo soffocava e continuava a stringere spasmodicamente il supporto in metallo sperando che finisse presto.

Uscito dalla stazione incassò la testa nelle spalle, persino la luce solare gli feriva gli occhi. Sarebbe dovuto davvero rimanere a casa.

Passò la mattina a sbrigare le pratiche, gli piaceva il suo lavoro in genere, ma quel giorno il tempo sembrava non scorrere mai.

Grazie ad un allineamento fortuito riuscì a concludere la pratica per l’ora di pranzo, salutò i suoi colleghi e la segretaria, avviandosi finalmente sulla strada di casa.

Decise di fermarsi in un fast food per prendersi qualcosa a portar via, non aveva voglia di cucinare e di solito disdegnava quei posti ma in quel momento sentiva solo il bisogno di concedersi una piccola trasgressione.

Era in fila dietro una madre con il figlioletto in braccio quando accadde.

Iniziò con una fitta ai polmoni che lo fece annaspare. Sentì le ossa allungarsi mentre i suoi muscoli si gonfiavano, i vestiti improvvisamente divennero troppo stretti e la stoffa cedette. Con un guaito completò la trasformazione nel silenzio generale e crollò a quattro zampe.

Il bambino si mise a piangere disperato.

“Mi dispiace” disse Shiro con la sua voce raschiante, aveva sempre qualche difficoltà a parlare in quella forma “Non volevo spaventare il bambino”

“Si figuri” disse madre cullando il piccolo che già si stava calmando “Anche mio fratello è un lupo mannaro, guarda Louis è come lo zio” il bimbo si nascose vergognoso e la donna rise.

“Le è caduto il portafoglio” disse un uomo in piedi dietro di lui.

“La ringrazio, potrebbe metterlo nella mia borsa!” disse accennando alla ventiquattrore poggiata vicino a lui.

“Salve, prego da questa parte, in prossimità della luna piena abbiamo una corsia preferenziale per i lupi mannari” gli disse una commessa sorridente “Cosa preferisce un menù normale o la carne al sangue?”

“La carne cruda va benissimo”

“La prego si accomodi vi porto subito una ciotola d’acqua e la sua carne”

Si accomodò in una zona sgombra del locale.

“Ecco la vostra ordinazione e buon appetito”

“La ringrazio!” Shiro roteò la testa rilassandosi, adesso che si era trasformato andava decisamente meglio.

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